mercoledì 3 giugno 2009

Guardate questo video!

E' solo un piccolo esempio della nostra scuola. L'insegnante rimane di sasso, impotente. E lo è !

36 commenti:

  1. Il prossimo servizio di studio aperto in estate useranno quest video. Come compensazione al fatto che non daranno notizie. Perggio degli altri periodi dell'anno.

    Comunque la ragazzina starebbe bene schiaffeggiata. Lo so che non si può, ma lo stesso. Le farebbe bene.

    RispondiElimina
  2. Una volta si diceva...."questa è mancanza di botte"...sbagliatissimo!!!! io invece,rammaricata,credo che sia semplicemente
    "mancanza".
    Un bacio tesoro...e grazie per ciò che mi hai scritto!!!
    A presto.......

    RispondiElimina
  3. Non conosco le ragioni che hanno generato la reazione risentita e arrogante dell'allieva del video, per cui non posso pronunciarmi sul caso specifico, posso però fare una considerazione di carattere generale sulla scuola.
    Se diamo uno sguardo alle vicende degli ultimi trent’anni anni ci accorgiamo che i rapporti fra allievo e docente sono cambiati. L’abbattimento delle gerarchie sociali ed i mutamenti del costume hanno determinato un accorciamento delle distanze che un tempo esistevano fra loro.
    Nelle aule scolastiche vige ormai un'atmosfera informale, a volte lassista e ciò purtroppo produce esiti negativi sul comportamento degli alunni.
    Da tempo ormai nel nostro paese si è fatto strada un certo populismo che ha favorito nei giovani una percezione distorta dei propri diritti.
    Anche l’industria dei beni di consumo ha contribuito a rafforzare l’equivoco, mettendoli al centro del mondo ed enfatizzando a dismisura i loro diritti e ciò non per una forma di giustificato solidarismo, ma soltanto per stimolarli ad acquistare di più.
    Tutto ciò ha indotto i giovani a confondere l'ambito del lecito con quello dell’illecito, generando in loro un senso d'onnipotenza e d’impunibilità.
    Naturalmente le responsabilità non sono tutte degli adolescenti. Essi hanno dinanzi dei modelli fuorvianti; la nostra società infatti sembra premiare l’arroganza, l’astuzia, la mancanza di scrupoli, piuttosto che la temperanza e la lealtà.
    Anche la televisione gioca un ruolo importante nella formazione dell’infanzia. Talune trasmissioni, ad esempio, incoraggiano la competizione esasperata, il polemismo, la rissa e la faziosità.
    In certi programmi come le fiction ed i film la violenza è messa in atto da personaggi attraenti che non sentono alcun rimorso e non sono oggetto di alcuna critica per il loro comportamento negativo.
    Una cosa è sicura: oggigiorno gli insegnanti incontrano serie difficoltà nello svolgimento del proprio mestiere; sono sempre più demotivati e sfiduciati, al punto che spesso preferiscono abbadonare e dedicarsi ad un altro lavoro.

    RispondiElimina
  4. Mazz e panell fann i figl' bell, nella fattispecie le mazzate dovrebbero superare e di molto le carezze...
    ...sarò all'antica, ma io penso che l'unica cosa che i genitori dovrebbero insegnare ai propri figli è il rispetto...vabbè, tanto è tutto gratis

    RispondiElimina
  5. leggevo proprio l'altro giorno il fatto che i ragazzini dell'ultima generazione danno del TU a tutti. Non esiste piu' una classe sociale, non esiste piu' rispetto per un ORGANIGRAMMA, non sanno neanche che cos'è e poi rimaniamo basiti che non trovano un impiego o altro....
    mi ricordo che avevo dei prof, delle grandissime teste di cazzo con idee completamente diverse dalle mie eppure massimo rispetto per la posizione che avevano....
    di fronte ad una scena del genere NON voglio neanche sapere cosa era avvenuto prima e prima ancora....fuori a calci in culo

    RispondiElimina
  6. l'insegnate è l'unica che non può niente... e la ragazza ha seri problemi con se stessa, sebbene sia una gran bella ragazza ... ma certamente ha qualcosa che non va nella sua vita.... l'insegnante non può essere anche una psicologa o una sostituta della mamma... non sono mica alle elementare... anzi è fin troppo corretta e professionale quest'insegnante... anche gli altri alunni sembrano considerare la loro compagna una sorta di pazza!!!!
    certo che i telefonini a scuola non dovrebbero essere accesi!!!! o sbaglio? o sei a scuola o sei in contatto con il mondo intero?

    RispondiElimina
  7. Cara Nicole, ieri avevo iniziato a dare una mia opinione sul tuo post, poi mi hanno sommerso di casino, e non ho potuto postare, lo faccio oggi con piacere aggiungendo le mie considerazioni di ieri a quelle di oggi, e mi scuso in anticipo se il mio post assumerà dimensioni da papiro...
    Ormai sono quasi 10 anni che ho fatto la maturità, ma ricordo perfettamente gli anni scolastici, mi sento di parlare come ex studente e come futuro genitore. Quando andavo a scuola io, escludendo in parte le elementari perchè ebbi una classe tutto sommato tranquilla, e non perchè fossimo bambini di 6-10/11 anni, ma perchè la nostra classe era composta da bambini le cui famiglie fino all'epoca del ciclo scolastico erano unite, i genitori stavano insieme e insieme educavano i figli. Già dalle medie i cambiamenti furono notevoli, al di là di avere in classe ragazzi più grandi di uno o due anni perchè ripetenti, erano proprio diversi i compagni di classe, già allora c'erano professori che faticavano a mantenere la disciplina in classe perchè molti dei miei compagni erano scapestrati, maleducati, disturbavano le lezioni e i compagni che volevano seguire...Molti disturbatori erano i ripetenti, ma molti e forse di più erano i miei coetanei, e ricordo che alcuni di loro venivano da famiglie disastrate, chi aveva i genitori separati, chi li aveva separati e riaccompagnati, chi aveva dei seri disagi familiari....E dulcis in fundo le superiori, dove conobbi l'apoteosi del caos....Ricordo che in seconda superiore battemmo il record della scuola, fummo la classe che ebbe più rapporti di classe con sospensione e obbligo di frequenza in tutta la storia della scuola, ogni giorno un rapporto di classe per tutta la durata dell'anno scolastico, a cui si aggiunsero i vari scioperi, le autogestioni le occupazioni....Questo per dire cosa? Che i ragazzi che vanno a scuola, sono prima figli che studenti, e le regole di educazione vengono prima impartite a casa e coadiuvate a scuola. Ma come si può pretendere un comportamento educato a scuola quando prima non lo si ha a casa? Come si può pretendere che questi ragazzi portino rispetto agli insegnanti se prima non lo portano ai propri genitori? Ho visto, e purtroppo vedo tutt'ora già ai tempi miei della scuola, che ai tempi di oggi, che i ragazzi soventemente non rispettano l'autorità dei genitori, ma anzi li trattano peggio di come tratterebbero i compagni di classe o amici che dir si voglia. Li sento mandare a quel paese, dir loro che non capiscono nulla (ovviamente non utilizzano le parole che sto dicendo io, ma bensì molto più offensive), e io penso a me e ai miei genitori, che se solo mi fossi azzardata mezza volta a dire "papà o mamma voi non capite un c***o, siete degli imbecilli..." mi sarebbe arrivato un schiaffo che mi sarebbe girata la testa almeno tre o quattro volte di 360°....I miei genitori mi hanno insegnati il rispetto e l'educazione, da tenere prima di tutto in casa, e poi fuori ad iniziare dagli insegnanti, ai compagni e a tutti coloro che incontro per strada.

    RispondiElimina
  8. Quindi la mia riflessione è, se non hanno rispetto per i propri genitori, possono davvero averlo per gli insegnanti? Non credo. Ma la colpa non è solo dei ragazzi, la colpa è anche e forse soprattutto dei genitori. Perchè specialmente quelli separati, devono fare in modo e maniera di conquistare l'affetto del figlio, come se si sentissero in colpa di averlo ferito lasciando il padre o la madre, allora lo viziano e gliele danno tutte vinte. Quando il ragazzo va a casa e si lamenta dei votacci, o delle note o di questo o di quello, i genitori partono dal presupposto che il figlio è un angelo e l'insegnate è uno stronzo e ha sicuramente torto. Chissà se la pensassero allo stesso modo se vedessero il comportamento del proprio figlio, se lo monitorassero con una telecamerina per tutto un giorno, da quando dice di andare a fare i compiti a quando va il giorno dopo a scuola e magari viene interrogato e non sa una cippa lippa perchè invece che fare i compiti il giorno precedente ha giocato alla playstation o ha fatto i fatti suoi tutto il pomeriggio, e magari ha anche il coraggio di fare come la ragazzina del video che s'incazza con la professoressa perchè le vuole mettere due, perchè la professoressa ce l'ha con lei...Povera stella, mi dispiace che dall'alto dei tuoi...quanti...16..17 anni....donna vissuta e carica di mille esperienze, ti senta bistrattata da una professoressa che andar bene potrebbe essere tua madre, che ha studiato, ha una laurea e che le cose che ti vuole insegnare per farti essere una donna migliore, una donna preparata al mondo che c'è là fuori dopo la scola, quello del lavoro popolato da squali, le sa già e a voler vedere non ha alcun interesse a insegnartele se non la sua passione e la sua volontà di preparare delle persone che saranno gli adulti di domani. Eh ma a queste cose non ci si pensa. Il mio professore di costruzioni, devo dire un po' menefreghista ma di indubbia cultura, un giorno che eravamo nel pieno del casino, perchè con lui buoni e tranquilli non ci stavamo, disse: "ragazzi, se non volete seguire la lezione, a me tutto sommato non me ne frega niente, io queste cose le so, siete voi che le dovete imparare. A me lo stipendio lo danno lo stesso, a prescindere che voi impariate oppure no. Quando poi sarete fuori dalla scuola, chi di voi vorrà fare il geometra o proseguirà all'università, se queste cose non le sa, sarà svantaggiato." Queste parole in parte son condivisibili, in parte no. In parte sì perchè è vero che le cose le dobbiamo imparare noi per il nostro bene, ma è altresì vero che un insegnante che sia degno di portare questo nome deve fare in modo e maniera di tenere la disciplina all'interno della classe e preparare i suoi alunni al mondo del lavoro. Dall'altro canto capisco che certi ragazzi fanno venire il vomito e fanno passare la voglia di insegnar loro qualcosa. Purtroppo non c'è una via d'uscita fin tanto che ci saranno insegnati che danno voti alti per non far calare gli iscritti, fin tanto che ci saranno presidi accondiscendenti che non fanno nulla per mantenere la disciplina e far sì che nel proprio istituto si insegnino le materie e gli studenti che ne escono siano persone formate e preparate. Non c'è speranza fin quando i genitori si schierano dalla parte dei figli a prescindere senza chiedersi nella diatriba chi dei due ha veramente torto e chi dei due ha veramente ragione.

    RispondiElimina
  9. Non c'è futuro se si parte dal presupposto che i figli sono santi e i professori diavoli. Manca l'obiettività nella valutazione delle cose. Questo è il problema, i genitori non sono più genitori, ma amici che devono conquistarsi la fiducia del figlio, ed è sbagliato. Il genitore, mestiere più difficile del mondo perchè non c'è una scuola che ti insegna a farlo, deve essere un genitore obiettivo, che insegna al figlio ad essere l'uomo o la donna di domani, deve impartirgli le regole di vita, l'educazione per relazionarsi con gli altri, il rispetto per chi è più grande, il rispetto verso la figura di genitore che è colui che ti ha dato la vita e che fa si che che tu diventi quello che sarai domani. Solo così ci potrebbe essere uno spiraglio. Se i ragazzi imparassero ad avere rispetto per i propri genitori, automaticamente avrebbero rispetto per gli insegnanti, quindi avrebbero l'intelligenza per capire che a scuola ci si va per imparare e formarsi per il futuro e per se stessi. Ma a quanto pare essere ignoranti prevale sull'essere dotti, e trattare da coglione l'insegnante sembra più figo che portargli rispetto. Ma in fondo, dove sta la meraviglia? Questi ragazzi così strafottenti, maleducati, e ignoranti sono i professionisti di domani...E poi ci si meraviglia che nel 2009 c'è chi muore per un'appendicite...dove sta la meraviglia? Chi ha operato per appendicite ci sta tranquillamente fosse uno di questi ragazzi che ha preferito mandare a 'fan culo la prof invece che studiare e imparare a fare il medico seriamente....No?

    RispondiElimina
  10. Ho dovuto dividere in tre la mia riflessione perchè non mi ce l'ha fatta stare tutti in uno...Comunque concordo con Bruno, non importa l'antefatto, importa che così non si fa, e quindi fuori...
    Debora

    RispondiElimina
  11. Bella ragazza, ma non c'entra nulla
    Povera insegnante, questo sì

    RispondiElimina
  12. Personalmente credo che al di la del motivo sia ingiustificabile un comportamento del genere. Non voglio più insegnare, perchè credo mi arresterebbero. Prima o poi un calcio nel culo, lo tirerei, mi conosco.
    Bella? Non lo so e non mi interessa, una persona così è sempre brutta, molto brutta.

    RispondiElimina
  13. Povera Italia...!!!
    Ciao Nicole

    RispondiElimina
  14. ma dai, non è vero, dimmi che è una fiction!

    ...i ragazzi scendono dalle x5 di papi e vedono l'insegnante arrivare in panda: per loro e' uno sfigato. il loro modello è corona.

    "che vuoi fare da grande?" "i soldi"

    (grandissima "ancora tu")

    RispondiElimina
  15. Venite siore e siori nel bel paese
    alunne invasate, papi putativi, lolite a capodanno, figlie veline, e maschietti tronisti
    ancora!
    scavi archeologici e città sommerse dall'immondizia, città inquinate e crisi dell'auto, gente povera in giacca e cravatta, impiegati che lavorano ed impiegati fannulloni, poliziotti che muoiono e poliziotti panzoni, insegnanti depressi e figli repressi.
    lavoratori che scioperano e doppi lavori. gente senza casa per il terremoto e gente senza casa per il mutuo non pagato.
    sopracciglia a fil di cotone e botulino a colazione.
    biancaneve maltrattata, sette nani al governo e sette sataniche in provincia.
    c'è chi risente della crisi economica, e chi si risente se gli dici "tra di noi c'è crisi".
    c'è chi compra la certosa da portare a casa e chi ha la casa che si chiama villa certosa.
    c'è chi paga per fare sesso e chi vorrebbe stare con gente dello stesso sesso.
    chi vuole la morte dei fascisti, chi si gode la scomparsa dei comunisti.
    gente che prega e gente che si fa pregare.
    parole dolci e sussurrate e dito medio alzato.
    l'aborto è peccato e preti pedofili.
    missionari ai confini della terra e soldati in missione a stabilire nuovi confini.
    Scusatemi ma ho appena saputo di non poter andare nella mia isola di mare. e sono un po' incazzato. Voi direte ecchisenefregamapoichiseiechevuoi? ed io vi risponderei "voi non sapete chi sono io" siete solo animati dalla sinistra anzi siete tutti mancini

    RispondiElimina
  16. Poveri noi.... che dire.. è una triste realtà.
    La colpa è di tutti noi comunque, che diamo sempre ragione ai nostri ragazzi. Denunciare gli insegnanti ormai è diventata prassi comune...
    Mi fermo qui perchè non voglio fare politica.
    Io sono sempre dalla parte degli insegnanti.

    RispondiElimina
  17. Uahahahaha!

    Un mio parere spassionato: va licenziata l'insegnante xkè evidentemente non merita la licenza di insegnamento, e di questi tempi sarebbe meglio lasciare le cattedre a chi gli spetta, non agli "amici di".
    Quella ragazza invece ha avuto un normalissimo momento di crisi di nervi ... alla quale EVIDENTEMENTE non esistono persone adeguate a far fronte, perchè ... perchè hanno sbagliato mestiere.

    P.S
    Io facevo di peggio, ma sapevo di trovarmi contro una autorità. Se oggi non è cosi non è colpa degli studenti, ma di chi questa autorità non ce l'ha perchè dopo 60 anni di nepotismo, i bambacioni ce li ritroviamo non a casa con mamma, ma nelle istituzioni e nelle scuole.

    RispondiElimina
  18. Caro syrty...veramente chi ha fallito in primisi sono i suoi genitori, che non hanno saputo insegnarle la buona educazione. Gli insegnanti non possono reagire, perchè si ritroverebbero sbattuti in prima pagina come mostri.
    In realtà io l'avrei presa a calci in culo, pensa un po' e poi magari le avrei chiesto spiegazioni, ma dopo;)!

    RispondiElimina
  19. Il primis, errore di battitura.

    RispondiElimina
  20. Reazione isterica, estraniamento dalla vita reale così distante dai capricci del benessere che le ha donato il lavoro dei genitori... Possiamo dire una ragazza alienata, rappresentativa, probabilmente, dei suoi coetanei. Ma l'alienazione dovrebbe essere rispetto a una società sana che faccia da riferimento. Ma esiste ancora?
    E ancora, può esistere un modello educativo che non veda il discente in posizione di subordinato rispetto verso il docente?
    Può funzionare un modello scolastico che edifichi cittadini sul vuoto delle rese dei genitori?
    "Sul ponte sventola bandiera bianca..."
    Sussurri obliqui

    RispondiElimina
  21. grazie della visita di cortesia nella mia umile casetta. se fossimo (fisicamente) vicini di casa mi presenterei,col tuo permesso, con un vassoio di dolci siciliani, che so piacerti, ed una bottiglia fredda di passito di Pantelleria, che piace a me, e scambiare due chiacchiere sul nulla o su qualcosa di interessante.
    PS che figata sarebbe dare VERAMENTE un calcio in culo a qualcuno!!!

    RispondiElimina
  22. @sytry82 ha scritto:
    > alla quale EVIDENTEMENTE non esistono persone adeguate
    > a far fronte, perchè ... perchè hanno sbagliato mestiere.

    Per quanto mi risulti i docenti non seguono corsi di addestramento para-militare, con tanto di lotta libera e kung fu!
    Ad essi è richiesta una laurea e delle competenze didattiche, in quanto per legge sono "tecnici dell'insegnamento curricolare".
    Per dirla in altre parole: sono i genitori che devono educare i figli, sin dalla tenera età, al rispetto delle istituzioni e di chi le rappresenta.
    Al di fuori da quest'ottica, non si approderà mai a niente di buono!

    RispondiElimina
  23. Beh cara Nicole, io da quando ho iniziato alle elementari, fino a quando ho terminato le superiori (ho 38 anni), non ho mai assistito a ste cose, eppure eravamo vivaci, ma l'educazione sapevamo cos'era.
    Ora i primi maleducati sono i genitori.. quella come tante ragazze e ragazzi, di calci in culo (scusa il termine) non ne hanno mai presi.
    Una generazione di rincoglioniti con il cellulare in mano, ecco cosa ci ritroviamo in mano noi.

    RispondiElimina
  24. I genitori hanno allevato un'intera generazione di bamboccioni viziati che non hanno alcun senso del limite.
    Sono mancati i No che aiutano a crescere.
    Se un professore o una professoressa degni avessere preso a bacchettate quella sciocca impertinente, i genitori, invece di ringraziarl* per il bene fatto alla proprio figlia, l'avrebbero denunciat*.
    Questa è la generazione mediocre che poi parcheggerà in 2a fila, debosciata e viziata, paladina del bionismo italiota, arrivista del potere costi quel che costi, con senso civico pari a zero e della comunità inferiore.
    Donnetta da bacchettare, genitori ai quali togliere la potestà per i danni che hanno fatto.
    Questo è il risultato dell'antipedagogia alla dottor Spock.
    E' tempo di Sparta!

    RispondiElimina
  25. Nicole - non centra l'educazione ... la rabbia repressa semmai è segno di una eccessiva educazione! sono sicuro ansi che i suoi genitori siano molto bachettoni, proprio in base al video che ho visto! ... ma se l'insegnante non ha gli attributi manco per affrontare una situazione cosi banale ...

    progvolution - pienamente d'accordo!

    Clara - ma che addestramento ... e non centra niente manco l'educazione, la rabbia se ne frega dell'educazione! i genitori, la società ... dai aggiungiamoci pure BinLaDen ... hihihi. Quell'insegnante ha bisogno di una bella ignezione di autostima e di cojones. :D

    RispondiElimina
  26. Scusa Nicole, ma penso che se una persona sa cos'è il rispetto non di si comporta così.
    Educare non significa essere bacchettoni, a tutto c'è un limite ed i giovani d'oggi il limite non lo conoscono, come non lo conoscono i loro genitori che li "proteggono" da tutto.
    Una generazione di imbecilli, educati dalla tv e dai computer, che pensano che studiare, far fatica e sudare sia da sfigati, mentre fare i calciatori (di successo) o le veline vuol dire essere furbi.
    Quei valori glieli diamo noi, siamo loro complici; questi non sono luoghi comuni, ma penso la cruda realtà.. questi sono il futuro di un paese già allo sbando.. figuriamoci!!

    RispondiElimina
  27. Rispondo a syrty e non solo.

    Caro Syrty, questo video è solo un piccolo esempio di quello che avviene quotidianamente nelle scuole.
    Noi insegnanti, non possiamo reagire più. Io avevo ragazzine, super viziate che si comportavano anche peggio. Ne ho sgridata una, sai cosa mi ha risposto? Ti farò rompere il culo, da mia madre!
    Infatti la madre il giorno d venuta a scuola. L'ha calmata la Dirigente, la quale mi ha detto di sopportare. Una Vera Dirigente avrebbe dovuto chiamare i carabinieri come minimo.
    Mi spiace, ma non conosci la materia. Vai a trascorrere una giornata in una scuola e poi ne riparliamo. Al di là degli errori degli insegnanti, un fatto è certo, molti genitori non sanno educare i propri figli.
    Li rovinano per sempre. Un giorno saranno degli adulti, repressi e falliti.

    RispondiElimina
  28. @Nicole: è l'unica consolazione che resta nel vedere questi adolescenti falliti già prima di crescere. Lasciarli nella loro melma e tirare avanti. Le craniate che prenderanno poi faranno il resto.

    RispondiElimina
  29. @sassicaia molotov
    Purtroppo il problema è anche nostro, questi futuri adulti, fanno già parte del mondo in cui viviamo, lo condizionano e contribuiranno a plasmarlo in seguito.
    Inoltre penso che siano nostre vittime, oltre che nostri carnefici in un futuro prossimo..

    @Nicole
    Ho una parente che insegna a Milano, in un liceo.. penso di conoscere un po' il punto di vista degli insegnanti e concordo pienamente con il tuo ultimo intervento.
    Hai tutta la mia solidarietà.
    Ognuno educa i propri figli come crede (qualcuno non li educa neppure..), quello che penso da genitore è che il rispetto verso il prossimo e di se stessi sia fondamentale.
    Non è facile tra tanti genitori molli mantenere un atteggiamento coerente con i propri figli, quando si è tutti assieme.
    Non bisogna aver paura di mostrarsi duri, ma se tuo figlio sta facendo assieme all'amichetto (ed in presenza dei suoi genitori) qualcosa che non va, è da riprendere.
    Sabato scorso mi è capitato di prendere aperitivo con un amico, avevamo entrambi i bimbi più grandi di 5 anni; il mio da solo è molto educato e molto vivace, ma sa, capisce e parla con me di tutto (ecologia, rispetto di se stesso e del prossimo, sport, favole, gli piace dirmi i suoi pensieri a riguardo).
    Insieme al suo amico (sono cresciuti assieme) che di divieti non ne ha quasi, hanno iniziato a "devastare" il tavolo, così l'ho avvertito dolcemente la prima volta, duramente la seconda (il mio amico nulla..),,non amo ripetermi ed alla terza davanti al padre dell'altro bimbo gli ho detto fulminandolo con lo sguardo:
    Davide ADESSO basta, non mi interessa (mio figlio non se ne era ancora lamentato..l'ho anticipato) se lui lo fa e ti provoca, io son posso dirgli nulla, non sono il suo papà (che era seduto al mio fianco), se ti da fastidio fatti rispettare e digli di smetterla.
    ...a quel punto il padre dell'altro bambino è intervenuto rimproverando dolcemente il suo.
    Io mi chiedo, ma insieme alla consumazione di un aperitivo, (per chi ha figli fino a 5 anni) è compreso l'utilizzo dei tovagliolini a mo di carta straccia, lo smontare le stanghette di ferro che tengono ferma la tovaglia, utilizzare le carte per le ordinazioni come spade per picchiarsi con energia...
    Ecco quel tavolino, in mezzo ad una piazza cittadina (chiusa al traffico, dove i bambini giocano) non è differente da un aula scolastica ed a quello che gli faranno dentro i nostri figli.
    Siamo dei coglioni!
    Le sculacciate che ha preso mio figlio si contano con le dita una mano, ma non se le dimentica; penso che sia meglio il dialogo accompagnato alla fermezza del NO, ma quando ci vogliono, bisogna saperle dare a fin di bene.
    (lo dico da un ex bambino degli anni 70 educato a sberle, piuttosto che parole)
    Non si può delegare la scuola all'educazione dei figli, ma nemmeno vietargli l'aiuto che ci offre.

    Ultimo pensiero.
    Siamo molli, un popolo molle, che ha nel dna l'adattarsi alla convenienza; tra noi non mancano gli idealisti, ma sono pochi e fuori dal tempo.
    Oggi nella società italiana prospera il furbo, il paraculato, l'imprenditore che si piega alla mafia, al politico di turno, quello che fa i favori ai tutori dell'ordine pubblico (..loro che x una questione morale non dovrebbero piegarsi mai, invece sono i primi che approfittato della loro posizione), quello che ha le mani in pasta con l'asl e che ha costi zero per la sicurezza sul lavoro... insomma quello che conosce; lo stesso vale per chiunque entri o si muova nel mondo del lavoro, anche il dipendente pubblico e privato.
    Che popolo siamo?
    Italiani brava gente... questa penso sia una grossissima fesseria, non abbiamo senso civico, facciamo tutto per convenienza; forse potremmo cambiarlo in italiani popolo ospitale, lo siamo sempre stati rispetto a tanti altri, ma brava gente NO!
    Scusate lo sfogo e la divagazione, ma a volte vado in ebollizione :-)

    RispondiElimina
  30. Caro Furio, condivido ogni singola parola. Fai benissimo a comportarti così. Un giorno i tuoi figli ti ringrazieranno, perchè saranno uomini perbene grazie a te e a tua moglie. Ne sarei orgoglioso se fossi te:)

    RispondiElimina
  31. @ Nicole
    =======
    Stamane ho postato un terzo commento e adesso non lo vedo più. Devo averlo sognato o è proprio così?

    RispondiElimina
  32. Cara Clara, io compreso l'ultimo ne vedo solo tre. Non so che dirti, ma ti assicuro, che io non cancello nulla. Forse è un disguido di blog spot e poi riappare. Vedremo:)

    RispondiElimina
  33. Cara Nicole non mi ha sfiorato nemmeno lontanamente l'idea che potessi aver cancellato qualcosa... volevo semplicemente sapere se c'era stato qualche piccolo bag ^^

    P.S.
    Sai che anche il guardiano si è fatto un giretto qui ed ha concluso che scrivi molto bene...
    detto da lui...

    RispondiElimina
  34. Questo è lo specchio dell'Italia che viviamo, no, gli schiaffoni nn fanno bene, ma questa ragazza doveva semplicemente essere espulsa dalla scuola e perdere l'anno, è così che si imparano le regole, quelle che quei giovani devono imparare a rispettare anke nella vita civile che stanno accingendosi a vivere, questo dovrebbe essere il compito più importante della scuola, insegnare l'educazione civica... gli schiaffi nn servono, e poi quelli sono permessi solo alle mamme, nemmeno ai padri.
    Però purtroppo per colpa di Ministri deficienti la scuola ha perso il suo vero scopo, quello di tirar fuori dei bravi cittadini, oggi dalla scuola con molto rammarico vedo diplomarsi sempre ragazzi più stupidi e ignoranti, per non parlare delle lauree comprate, questa è l'Italia che stiamo vivendo e soprattutto stiamo facendo vivere ai nostri figli, io vorrei dire sempre a quei Ministri "Vergognatevi"

    RispondiElimina
  35. A quell'età ormai è tardi vuol dire che non si è lavorato bene prima, o che non si è lasciato lavorar bene prima. L'indole dei ragazzi secondo me non è cambiata, i ragazzi vanno educati è il sistema premi e punizioni che è cambiato, è l'autorevolezza che si da agli insegnanti che è cambiata, spesso sono i genitori che sono cambiati, che i miei dicevano ai prof "se fa il mona daghe na sberla" (non serve traduzione vero?) adesso se un insegnante prova a dire "ehi mi pare che sei un po fannullone" si presentano a protestare perchè il loro piccino non è che non fa un cazzo tutto il di e che è stressato. Genitore: Ma va a da via il cul
    Ci vuole una normativa che tuteli gli insegnanti, perchè tornerà utile anche ai ragazzi. Ciao
    Scusa il mio assenteismo di sti giorni, adesso recupero un po :P

    RispondiElimina
  36. Nicole - Aiuto! credo che faresti meglio tu a querelare la madre se proprio temi che sia pricolosa. Ma se mi si devono dare patenti di incompetenza (che quindi mi impediscono di poter esprimere un parere) "tu non conosci la materia" mi fermo qui, e torno alla prossima sezione. *__*

    Il rispetto non è mai scontato, bisogna guadagnarselo ... fino a quando tornerà un minimo di meritocrazia.

    RispondiElimina