lunedì 7 febbraio 2011

I fiori piegati dal vento

Viaggiava su un treno diretta a nord e guardava attraverso i vetri della sua cabina letto....Non riusciva a dormire. Il dondolio del treno non le conciliava per nulla il sonno. Per dormire aveva aveva bisogno di silenzio o rumori ovattati.
Stava seduta sulla brandina vestita, perché schifiltosa com'era sia mai avrebbe messo la sua pelle al contatto con lenzuole o copertine che avevano ospitato chissà chi prima di lei.
Aveva il viso imbronciato e stanco...Partire la inquietava sempre e di ritornare poi invece non ne voleva mai sapere.
Vedeva sfrecciare alberi, paesaggi sterili e vellutati...case di cemento, periferie e non...e si sentiva sola e piena. Difficile spiegare il suo essere doppio, solo i figli della luna come lei potevano comprenderla.
Vinta dai suoi stessi pensieri, decise di andare a fumare una sigaretta in corridoio, tanto dormivano tutti.
Dio mio il corridoio era peggio del loculo della cabina...si sentiva soffocare...la sua doppia era invece felice, felice di essere parte di un universo fatto di nulla e di tutto. Felice di avventurarsi ad esplorare la notte e poi il giorno che sarebbe arrivato.
Mentre fumava angustiata avverti la presenza di un uomo vicino a lei...e andò ancor più in panico. L'uomo quasi avesse letto nei suoi pensieri le disse con una bellissima voce di non preoccuparsi, non riusciva a prendere sonno come lei e preferiva piuttosto stare in corridoio. Lei lo guardo timidamente e sorrise...sorrise anche lui...E lei comincio a parlare prima con difficoltà e poi sempre meno impedita , quasi sussurrando con la sua voce un po' roca.
Da un discorso all'altro arrivarano alla soglia dei perché e dei se e delle rose non colte.
Perché non l'ho fatto, perché non l'ho detto e se ....se... Sembrava si conoscessero da sempre...era come se facessero l'amore senza nemmeno sfiorarsi.
Ma l'uomo che era più grande e aveva tanto vissuto le disse dolcemente che non si vive di perché e di se....Si vive chinandosi a raccogliere i fiori che nessuno 'coglie', quelli curvati dal vento o dalla vita.
Lo aveva imparato a sue spese...lui era stato uno di quelli che i fiori li aveva schiacciati incurante. E aveva smesso da tempo di chiedersi i perché....Le cose capitano, succedono nostro malgrado e non...Solo che col tempo aveva imparato a chinarsi e a stare attento a dove passava. Accorgendosi di essersi perso le sfumature più belle, i colori nascosti e il significato dei perché e dei se...Ma per lui voltarsi indietro significava solo non ripetere più gli stessi errori. Ma quello che era stato era stato ormai...Le accarezzò il viso reso rosso dall'eccessivo riscaldamento e le disse emozionato che era tenera , colorata, e bella. E che in passato l'avrebbe probabilmente recisa e poi gettata via...Ma ora no, ora l'avrebbe annusata e lasciata andare ad un destino più giusto per lei.
Lei lo ascoltava rapita...i suoi occhi nei suoi... Lui le prese la mano e la tenne stretta tra le sue e insieme si girarono a guardare l'alba e il mare della Liguria che sfrecciava attraverso i vetri. Avrebbero voluto che quel treno continuasse la sua corsa all'infinito...ma il giorno stava arrivando. E arrivò...
Avevano entrambi mete diverse e destini in parte segnati. Tutto e niente era successo.
Scesero da quel treno senza più girarsi...Lui triste ma contento di essersi fermato in tempo....Lei triste, ma in pace...si sentiva sempre così , quando la vita le ricordava che ci sono incontri che ti segnano per sempre , durassero anche solo un attimo.
La sua doppia invece sorrideva, lei lo sapeva da sempre che era così, per questo al contrario di lei viaggiava sempre leggera.



8 commenti:

  1. E tu, li guardi quei fiori piegati dal vento? Li cogli, li annusi?
    Io ci provo.

    RispondiElimina
  2. mi piace molto come hai scritto questo post. Un bellissimo racconto pieno di significato.

    Un abbraccio
    Joh

    RispondiElimina
  3. Intenso. Si coniuga con miei pensieri che collegano queste alle sensazioni che si provano lungo le vie informatiche. Concettualmente mi sembrano la stessa cosa. Quelle informatiche sono definite "strade", infatti, quindi possono essere "ferrovie" con treni e vagoni pieni di gente. Ciascuno con il suo sogno.

    Far dialogare i sogni è difficile e a volte ci si può incaponire sul fatto che qeul dialogo attorno al sogno, fosse qualcosa che si rivelava. Infatti l'illusione è la situazione più probabile. E i poveri di spirito, su qeusto -diciamo- dato statistico, fondano i loro imperi.

    Il fatto è che il dato statistico è un qualcosa che ha senso nei laboratori scientifici e fa molta presa con chi ha paura e ha bisogno di dati, per confortarsi. Ma se si fosse ragionato in qeusto modo, "per maggioranza", Cristoforo Colombo avrebbe mai scoperto l'America?

    No. Poi, insomma, parlare di maggioranza è un ottimo modo per fare politica, si, ma è un pessimo modo di badare a se stessi. Noi, viggiatori e non, siamo tutti singoli e la politica non è tutto, anche se la televisione ne è traboccante. Ma non voglio divagare troppo e, in sintesi, ritengo che chi pensa che esista un metodo, un metodo solo, è un illuso.

    Di metodi ne esistono molti. E ci sono momenti che nessun metodo è buono e occorre inventarne uno sui due piedi. Io chiamo questo agire "andare alla cieca".

    Si poteva evitare? No. Noi abbiamo bisogno di tutto ciò. Per sfuggire alla malinconia che, altrimenti, ci ucciderebbe.

    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  4. Un gran viaggio dentro la vita. Sembra vero, anzi lo è senz'altro. Ho pensato che si crede di scendere da certi treni, invece si continua a viaggiare e a sognare. I miei doppi e tripli ti sorridono.

    RispondiElimina
  5. un post veramente intenso e profondo....si coincilia perfettamente con il mio stato d'animo attuale,penso che ognuno di noi è composto da piu' parti,come ho scritto in un mio post,siamo come un'arcobaleno ogni colore rappresenta una parte di noi stessi....quando riuscirai a vedere tutte le sfumature dei vari colori,allora finalmente avrai capito te stessa...io diciamo che mi trovo a metà cammino...sto cominciando a vedere in maniera più nitida i colori del mio arcobaleno....continuo...
    ciao cara nicole

    RispondiElimina
  6. Jos alias Lupo8 febbraio 2011 22:24

    stanotte ho sognato di dormire ...strano sognare di dormire ma non è strano sognare di dormire sott'acqua, un sonno sereno come solo i bambini .. era tanto che non sognavo di dormire cosi i pesci vorticavano intorno a me alcuni incuranti della mia presenza altri invece preoccupati da quella invasione intorno al mio letto c'era la mia citta' i suoi monumenti le sue vie le finestre aperte e tutto contornato da mille bolle ..certo che strani desideri e perchè tutto questo mi fa cercare una soglia dove uscire? perche so che se varco quella porta potrei tornare a ridere di cuore? in fondo noi riusciamo ad essere soddisfatti anche cosi' in fondo ci basta una ventata improvvisa che ci tocca il cuore per andare oltre sorridendo
    un bacio (quanto mi piace leggerti)

    RispondiElimina
  7. la poetica follia del Treno come luogo sociale.
    La mia transiberiana per bologna da 16€, è un foglio pieno di versi splendidi......

    RispondiElimina
  8. Bellissimo, mi è piaciuto un sacco.... Significativo....

    Ti abbraccio forte

    RispondiElimina